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meglio partire!....

Dopo mesi e mesi di ricerche...il dott_miseria si appresta a partire, ha lasciare questa penisola che al momento è "arida" in cerca di nuove esperienze lavorative... (speriamo che ci riesca!)
Non è una scelta semplice, anzi per alcuni aspetti è molto complessa, ricca di contrasti... lati positivi e negativi si alternano nella mente e nei dialoghi fatti con cui resta e con chi è già partito.
Il dott_miseria ama viaggiare, esplorare, conoscere luoghi e persone nuove, ma è anche molto legato alle origini, alla famiglia, al suo territorio....
L'esperienza all'estero è interessante, ma non è da sottovalutare che uno dei motivi percui un giovane progettista compie questo passo è la "sopravvivenza lavorativa ed economica" che l'Italia non gli permette.

A presto!

...dott_miseria e i colloqui

Buon giorno a tutti,
dopo un periodo di pausa eccomi di nuovo a scrivere un post.
Oggi scrivo per parlare dei colloqui fatti in Studi di Architettura più o m eno grandi..... ragazzi com'è difficile!!

Vi informo che nel corso del 2007 il dott_miseria ne ha testati personalmente circa 25, e che ad oggi non ha ricevuto una sola proposta di lavoro, o meglio ne ha ricevute, ma non era lavoro era beneficienza!
Come già aveva scritto il dott_miseria è trentenne, non è un neolaureato, ha qlc anno di esperienza alle spalle, ma pare che sia o troppa o troppo poca.
Il dott_miseria sa anche utilizzare diversi applicativi, sa gestire un progetto ed un team di lavoro, ha buone capacità relazionali, ottime capacità progettuali e molta voglia di lavorare e crescere....MA A QUANTO PARE A NESSUNO INTERESSA!!!!!

....E' stressante e demoralizzante fare colloqui in questo settore in Italia!

Qualcuno ha testimonianze da portare?


Architetti tutti buon giorno!

per quelli che c'erano e chi invece non è potuto venire, eccovi un email di benvenuto e
di riassunto anche delle puntate precedenti.

Ciò che forse non è stato raccontato martedì 20 alle 20 - giornata e orario scelte neanche troppo a caso - è che tutto questo è nato da piccole indignazioni individuali che appena 2 settimane fa si sono incontrate una sera a san lorenzo.
Eravamo otto in partenza, attorno a un tavolo di legno, qualche birra, e musica troppo alta in un pub malconcio. Poche parole, qualche risata, alcune amare considerazioni, vistose difficoltà, e il desiderio di oltrepassare parole individuali.
Martedì, a distanza di pochi giorni, c'erano forse più bicchieri di vino che di birra, molte persone rimaste in piedi, una strana trasmissione televisiva dall'altra parte, alcuni volti cupi, altri scettici, chi polemico, chi incazzato, chi provocatore, chi silente soltanto ma sono stati raccolti oltre 50 indirizzi email!
Io dico che è un bel segnale di partenza!

Personalmente, il prurito è esploso guardando Luttazzi qualche sera fa. Mi sono messa a guardarlo pensando "chissà, forse è il segnale che qualcosa si muove".
E' tornato spietato. Le sue parole sembrano non conoscere le vie di mezzo alle quali siamo tutti tanto abituati. Tagliano, stridono, danno fastidio.
Forse perchè la verità ti schiaffeggia a volte senza sconti.
Il suo appello diretto e sfacciato ("svegliatevi ragazzi!") è stata la molla definitiva. Non so se si tratta di fare la rivoluzione, mi dicono che le rivoluzioni non esistono, che tutto torna sempre a uno strano status quo, che le solite persone si siedono attorno a un tavolo e mangiano e bevono, che infine non è possibile accontentare tutti.
La cosa che mi ha colpito forse di più è tra le pieghe di queste considerazioni. Esistono condizioni che ci accontentano e che invece sono profondamente ingiuste. Questo decisamente si può e si deve rivoluzionare!
Il nome "mind the GAP" racchiude anche questo. La voglia di colmare un vuoto. Istituzionale, di normativa, di comunicazione. Forse anche un vuoto nelle teste: non ci si può accontentare di ciò che già si conosce e che oltretutto non va bene. Non si può restare addormentati e apatici dietro e dentro a computer sempre accesi, con i pensieri stanchi, sciocchi e spenti.

Sono le teste che vanno tenute accese!
Mi rende felice quindi sapere che molti di voi condividono gli intenti di fondo.

Lo scopo forse non è cambiare il mondo, magari è un obiettivo nobile ma difficile. Si tratta - come poi è stato suggerito martedì - di fissare intanto una meta semplice e diretta, verso la quale andare con determinazione. Coinvolgendo anche le altre città. E altre professioni.

Bisognerà farlo richiamando l'attenzione, facendo sentire le nostre voci, tirando su la testa dalla scrivania senza timori.
Pensavo proprio ieri che la sola cosa che sappiamo fare tutti molto bene è progettare.
E' qui la chiave secondo me: possiamo progettare il futuro, possiamo progettare piccole azioni concrete, possiamo progettare grandi riunioni di tutti noi. Al momento l'architettura è fatta dalle solite facce di sempre, sedute al tavolo a parlare e mangiare, bere e chiacchierare.

Noi cerchiamo di fare qualcosa di diverso.


Concludo per il momento queste considerazioni mattiniere. Come vedrete dall'orario, da martedì sera qualcosa mi trilla in testa e mi tiene sveglia. Forse succede così quando accade qualcosa di importante e di bello attorno.

Spero di vedervi tutti di nuovo al prossimo incontro, e anche più numerosi. Vi terremo aggiornati sulle date e le iniziative, ma aspettiamo anche suggerimenti!!

Ciao.

Giulia

"La verità non è un cristallo che si può mettere in tasca, bensì un liquido sconfinato in cui si casca dentro." (R. Musil)

EVENTO Giovani Architetti Professionisti

Giovani Architetti Professionisti
gap.roma@gmail.com

Mind the gap - RM

Siamo Giovani. Siamo Architetti. Siamo Professionisti.
Ci stiamo organizzando per protestare contro la situazione attuale dei giovani architetti a Roma e soprattutto ci stiamo attivando perché questa situazione cambi.
Affinché il giovane architetto che esercita presso uno studio abbia le tutele e diritti che gli spettano.
Affinché il giovane architetto autonomo abbia incentivi e sostegno per esercitare la professione.
Affinché lo studente o neolaureato sappia fin dal principio che non deve fornire gratuitamente la propria collaborazione.

Stiamo organizzando:
- un blog su internet per raccogliere testimonianze e suggerimenti;
- una raccolta firme per una lettera da spedire all´Ordine, ai quotidiani, alle forze politiche;
- un contro-sondaggio che fornisca la fotografia reale della nostra condizione professionale;
- la raccolta di testimonianze anche esterne a Roma;
- la partecipazione all´iniziativa di quante più persone possibili;
- la rivoluzione!



Per saperne di più, vieni il 20 novembre 2007, ore 20 al Caffè Letterario, via Ostiense 95.
Porta amici e colleghi.


Per info:
gap.roma@gmail.com

BLACK LIST

Lista di studi di architettura da evitare nella zona di Milano e Varese

POSTARE NOME, INDIRIZZO E SITO WEB e le motivazioni_

dal Corriere della Sera

l'aggressione al paesaggio E' «la minaccia più grave per il patrimonio culturale italiano»

Rutelli attacca l'«Italia dei geometri»:
crescita senza stile, architetti sconfitti

Il vicepremier al convegno del Fai: presto il reato di frode paesaggistica

ASSISI - «Gli architetti e gli urbanisti del dopoguerra hanno perso una battaglia storica, magari anche per colpa della politica. Non sono riusciti a imporre una leadership culturale e quindi una cifra stilistica alla trasformazione del territorio nell'Italia contemporanea. Di fatto hanno vinto i geometri che hanno accondisceso in modo incompetente, sbrigativo e dozzinale a ogni bisogno del committente. Coi risultati che vediamo».

Francesco Rutelli, ministro per i Beni e le attività culturali, approfitta di una platea tra le più sensibili al tema del paesaggio per dichiarare «conclusa la stagione dell'espansione edilizia indefinita ». Il ministro parla al convegno del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano presieduto da Giulia Maria Crespi, che ha organizzato un seminario interno («Sos paesaggio, aggiornarsi per intervenire ») ad uso dei volontari per dotarli di nuovi strumenti legislativi e normativi nelle loro attività. Il Fai è apprezzatissimo da Rutelli («siete un modello di dedizione, partecipazione, qualità, intelligenza »). Rutelli definisce l'attacco all'integrità del paesaggio «in assoluto la minaccia più grave per il patrimonio culturale italiano». Colpa, dice il ministro, «della crescita dei valori immobiliari, della fragilità della pianificazione, dei continui conflitti sulla tutela tra Stato, regioni e comuni». Ma è tempo di dire basta perché «siamo un Paese denso, stretto, fitto». E invia un messaggio molto chiaro alle regioni che ormai da tempo rivendicano piena autonomia in materia di gestione del territorio (guarda il caso Toscana): «La Corte Costituzionale, con la sentenza 367 del 7 novembre scorso, ha respinto tutti i ricorsi delle regioni contro lo Stato affermando che proprio allo Stato tocca il compito della tutela del paesaggio visto come "valore primario e assoluto". Quando arrivano i vincoli, questi vanno rispettati. Presto arriverà anche il reato di frode paesaggistica». Una dichiarazione di guerra, anche se molto soft, a «villettopoli».

Per di più il ministro conclude con una conferma: «Sia ben chiaro. Mai più condoni edilizi, così ha deciso questo governo ». Inevitabile l'applauso della platea (c'è anche, come delegato Fai, il neo-presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta). Ma il convegno del Fai (il direttore generale Marco Magnifico ha illustrato le mille iniziative dell'associazione) serve a scoprire anche una fetta inedita d'Italia. E così, mentre le giunte toscane di centrosinistra sono contestate «da sinistra» per «villettopoli », da Assisi arriva la voce del suo sindaco di Forza Italia Claudio Ricci (giunta di centrodestra con tre liste civiche) che annuncia un programma avanguardistico e sperimentale in tema di tutela del paesaggio: «La nostra città è patrimonio Unesco dell'umanità. Entro gennaio inseriremo in quel piano di gestione, ma nel contesto del piano regolatore perché abbia piena efficacia, le linee- guida sperimentali di restauro del paesaggio. Saremo i primi a farlo. Dobbiamo spiegare che non è impossibile intervenire sul nostro territorio. Perché si può. Ma a patto di rispettare regole ben precise in materia di volumetrie, materiali, tecniche architettoniche, alberature, siepi. Indicheremo anche come realizzare un marciapiedi o gli infissi. Lo sviluppo è insomma possibile ma nel contesto di un restauro complessivo del paesaggio. Con questo spirito siamo riusciti a convincere molti autori di abusi ad abbatterli». Applauditissimo l'intervento dell'assessore regionale all'urbanistica della Sardegna, Gian Valerio Sanna, (ex Margherita ora Pd) che lancia un allarme: «Lo Stato non può lasciarci soli nella lotta per la difesa del nostro territorio. Siamo sottoposti all'attacco dei Tribunali amministrativi regionali e delle multinazionali immobiliari. Ma col paesaggio è in gioco la dimensione stessa dell'uomo, la sua qualità di vita, quella delle future generazioni. Noi abbiamo subito adottato un piano paesaggistico, come chiedeva il Codice Urbani. E perché lo Stato non commissaria le regioni inadempienti? Vuole o non vuole far rispettare il dettato costituzionale sulla difesa del patrimonio paesaggistico?». Sulla polemica architetti- geometri di Rutelli, da Roma risponde Giorgio Muratore, docente di Storia dell'Arte e dell'architettura contemporanea a «La Sapienza », gran polemista: «L'attacco ai geometri? Un luogo comune che si legge da cinquant'anni a questa parte. Ora bisogna vedere quanto c'è di buono nel lavoro dei geometri e quanto c'è di cattivo nella cultura degli architetti ». Le colpe maggiore di chi sono? «Della politica. La "ciccia" è lì... E nel plusvalore che si ricava dagli immobili. Ormai l'Italia è il festival dell'abusivismo. Ma la pessima architettura spesso "firmata" corrisponde a scelte politiche e non tiene mai conto della qualità intrinseca del prodotto».

Paolo Conti
11 novembre 2007

http://www.ordinearchitetti.mi.it/index.php/page,Notizie.Dettaglio/id,74

andando alla pagina sopra scritta di uno degli Ordini Professionali più grandi e prestigiosi, potete farvi un'idea di chi sono gli ISCRITTI all'Ordine secondo questo studio commissionato dallo stesso Ordine.
Leggete e poi commentiamo!


Chi è dott_miseria?

dott_miseria è un uomo, ma è anche una donna, è un essere umano, che ama il proprio lavoro, che ha studiato per anni, ha passato la maggior parte dei suoi anni (essendo un trentenne) sui libri, a specializzarsi, ad accumulare nozioni, a fare progetti, a cercare di imparare, per essere preparato, competitivo una volta entrato nel "fantastico mondo del lavoro"..... si quel mondo tanto sognato, che tutti gli hanno sempre descritto così uguale all'università, quel mondo in cui i progetti si realizzeranno, non rimarranno pura fantasia.....

quel mondo in realtà così diverso da tutto quello che ci si è immaginati!!!!

SI!!! .....perchè 2 giorni dopo l'ingresso in questo nuovo mondo, ci si rende conto che non è vero tutto quello che ci hanno raccontato e che oltre a non essere vero, non ti porterà nessun vantaggio, tanto meno di tipo economico,
non troverai la tanto sognata indipendenza economica,
non potrai finalmente goderti i fine settimana (un tempo dedicati allo studio) perchè o sei a cercare di far colpo sul tuo Titolare che ti ha chiesto di lavorare, o non puoi permetterti di spendere dei soldi che non hai mai guadagnato (a meno che la tua famiglia non ti sponsorizzi),
.....ci sono molte altre cose che non potrai fare, ma le teniamo per i prossimi post!

ecco questa è una breve descrizione del dott_miseria, chi di voi si riconosce in lui, può contribuire alla stesura del suo ritratto.